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La Terra dei fuochi comprende un territorio di 1076 km², nel quale sono situati 57 comuni, nei quali risiedono circa 2 milioni e mezzo di abitanti: 33 comuni situati nella provincia di Napoli e 24 comuni situati nella provincia di Caserta. Negli ultimi anni ha causato gravissimi danni ambientali. Provocati dalla Camorra, i danni iniziano ad essere più evidenti nel 2007 con l’incendio di 30 000 Kg di rifiuti tossici in terreni agricoli, tra cui :

Convegno “Rapporto rifiuti-camorra nella Terra dei Fuochi” al Polo Tecnico Fermi-Gadda di Napoli.
L’incontro organizzato dal dirigente scolastico Natale Bruzzaniti e moderato dal professore Giuseppe Pelliccia ha dato l’opportunita agli studenti di confrontarsi sulle problematiche legate allo smaltimento illegale di rifiuti gestito dalla camorra. Ospiti il gionalista Rai Sandro Ruotolo e il portavoce della Rete di cittadinanza e territorio Terra dei fuochi Vincenzo Tosti, che hanno destinato una parte dell’incontro alle domande degli studenti. 

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Nuovo rischio “Terra dei fuochi” anche in Calabria, è quanto emerge dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Mattia Pulicanò, 28 anni, pusher legato alla cosca Lanzino-Rua.

Secondo il pentito, rifiuti tossici e scorie radioattive si troverebbero interrati aLattarico in provincia di Cosenza. Le dichiarazioni potrebbero portare elementi importanti sul business della ‘ndrangheta e della camorra in Calabria. Pulicanò, infatti, è stato fidanzato con la figlia dell’imprenditore Aloise che gli avrebbe rivelato i traffici illeciti.

Secondo quanto raccontato al sostituto procuratore di Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Pierpaolo Bruni e al capitano Michele Borrelli, le scorie sarebbero state interrate in cambio di appalti dell’Enel e dell’Anas ottenuti da Marcello Aloise dall’avvocato napoletano Cipriano Chianese: “un nostro imprenditore – afferma parlando di Aloise – il quale, pur se non formalmente affiliato, era considerato a pieno un sodale ben conoscitore delle nostre dinamiche delinquenziali. Era la ‘faccia’ imprenditoriale della cosca e, conseguentemente, la “cassaforte” della stessa con una capacità finanziaria in eventuali momenti di crisi”.

Chianese, definito “l’inventore del sistema rifiuti”, candidato al Parlamento con Forza Italianel 1994, è considerato dalla Dda di Napoli tra i principali responsabili dello smistamento illegale di rifiuti in Campania e vicino al clan dei Casalesi.

“L’Aloise – racconta il pentito al pm – mi confidò che aveva provveduto, circa 15-20 anni fa, ad interrare lì rifiuti tossici, non so di che tipo, che aveva ricevuto, quale contropartita agli appalti che gli aveva fatto prendere l’avvocato Chianese. Non mi indicava il sito, limitandosi a dire che stavano a Regina. In effetti, devo dire che ho verificato che nella zona in questione si sono registrati, negli anni, diversi casi di tumore. Un altro soggetto che, l’Aloise mi citava spesso, poiché operante nel settore dei rifiuti tossici, era un altro imprenditore veneto, tale Fabrizio Cappelletto, che aveva occultato rifiuti tossici nelle colate di cemento”.

Pulanò descrive l’ex suocero come “un uomo che vanta amicizie importanti nella Guardia di finanza e nella Politica e il figlio Natalino è massone, dal 2009”.

Nel verbale del 2014 il collaboratore di giustizia fa capire come la ‘ndrangheta abbia venduto la Calabria per farci “soldi a palate, poiché il settore è molto redditizio”. Il traffico di rifiuti risulta essere un business più diffuso di quanto fino ad oggi avremmo potuto immaginare: : “Ero appena uscito dal carcere e lui mi ha proposto il trattamento, da parte della mia cosca, di rifiuti tossici provenienti dal Nord Italia. A riguardo, mi precisava di aver già assunto contatti con un veneto che trattava le spedizioni per conto di un gruppo di Modena che spediva rifiuti tossici in Africa. L’oggetto dell’affare era quello di far arrivare rifiuti nella zona di Lattarico dove dovevano essere occultati”.

Pulicanò racconta che l’affare saltò perché non riguardava rifiuti tossici, ma “solo” ingombranti: “Scocche di autovetture, pneumatici, batterie auto e altro. Uno stock di 20-25 container al mese difficilmente occultabili a differenza di scarti industriali, fanghi e scorie radioattive, ovviamente più remunerativi e semplici da gestire”.

Per questo affare con il gruppo di Modena: “L’Aloise voleva acquistare terreni agricoli, nelle zone di Regina e Contessa, in agro Lattarico, in cui interrare i rifiuti tossici occultando il tutto con la realizzazione di capanni agricoli e impianti fotovoltaici. L’intento di farlo nel comune di Lattarico era dovuto al fatto che, così, si poteva meglio occultare l’affare losco in considerazione del fatto che l’Aloise è un imprenditore, originario di Lattarico, dove vive e dove espleta numerosi lavori per conto del Comune e, pertanto, il tutto avrebbe dato meno nell’occhio”.

Nel frattempo, da 15-20 anni, tonnellate di rifiuti continuano ad avvelenare la provincia di Cosenza.

A seguito del protocollo di intesa tra Itis Da Vinci e l’associazione VIVOANAPOLI è stato chiesto ai ragazzi della scuola quale fosse uno dei principali problemi avvertiti nel quartiere. Gli studenti hanno avuto pochi dubbi: la questione rifiuti. Così grazie alla collaborazione tra la dirigente scolastica Annabella Marcello e la presidente dell’associazione Emilia Leonetti, i ragazzi hanno potuto incontrare Raffaele Del Giudice, ex presidente di Legambiente Campania, tra i protagonisti del documentario “Biutifùl Cauntri” sullo sversamento abusivo di rifiuti,  attualmente presidente di ASIA, azienda che si occupa di rimozione dei rifiuti nel comune di Napoli.

istituto pertini terra dei fuochi

istituto pertini terra dei fuochiSi conclude con il Convegno–Dibattito tenutosi il 29 marzo presso il cinema/teatro Gelsomino di Afragola, i tre momenti dedicati alla legalità organizzati dall’istituto Sandro Pertini di Afragola.

Il Convegno–Dibattito ha avuto come tema la terra dei fuochi, patrocinato dal comune di Afragola, con l’intervento del dott. Domenico Tuccilo (sindaco di Afragola), del dott. Giandomenico Lepore (ex procuratore capo di Napoli), del dott. Donato Cafagna (Vice Prefetto con delega alla terra dei fuochi), del dott. Michele Buonomo (presidente di Lega Ambiente Campania), della dott.ssa Maddalena Maltese (giornalista di “Città Nuova”), della dott.ssa Marilena Scudieri (commissario capo del Corpo Forestale dello Stato), del dott. Salvatore Iavarone (assessore all’Ambiente del Comune di Afragola), del dott. Alessandro Salzano (assessore alla pubblica istruzione del Comune di Afragola), del dott. Lucio Iavarone (portavoce del comitato “Terra dei Fuochi”) e moderato dalle prof.sse Adele Papa e Marina Pannone. Al convegno erano presenti anche i Dirigenti scolastici del territorio e le forze dell’ordine di Afragola.

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