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Il Governo dispone il blocco per le 6mila assunzioni del personale ATA in favore dell’assorbimento del personale delle province. Insorgono i sindacati, che ritengono il blocco ingiustificato. La Uil Scuola sostiene che il blocco sia una vera e propria provocazione al mondo della scuola pubblica, il sindacato Confederale afferma che la legge finanziaria riguardi solo gli assistenti amministrativi, per tanto è possibile assumere tutte le altre figure professionali con contratto a tempo indeterminato. Sulla stessa linea la Uil spiega che dei 6.243 posti previsti dal turn over del personale ATA, solo il 24% interesserebbe gli assistenti amministrativi, con 5 mila posti già assegnabili.

Marcello Pacifico, rappresentante dell’Anief, specifica: “Non abbiamo nulla contro il personale perdente posto degli enti locali, ricordiamo che sono oltre 28mila le immissioni in ruolo ad oggi ancora fattibili. Il turn over rappresentava il minimo sindacale. Chiediamo al Miur di ripensarci: se ciò non avverrà entro il 10 agosto, faremo partire le procedure per dei ricorsi comuni, finalizzate alle assunzioni di tutti i posti vacanti”.

La questione resta aperta, Pacifico minaccia di scrivere direttamente alla Commissione di Bruxelles se l’Italia continuerà a rimandare le assunzioni dopo cinque anni dalla prima denuncia. L’Italia è già stata sanzionata dall’UE e malgrado le procedure di infrazione in atto non ha ancora trovato una soluzione. I proclami politici arrivati dopo il richiamo della Commissione non hanno avuto seguito, le leggi se pur promulgate non sono applicate, in alcuni casi addirittura risultano inapplicabili perché non tengono assolutamente conto della realtà lavorativa.

Che senso ha fermare 5mila assunzioni che nulla hanno a che fare con il problema dell’assorbimento del personale delle province? Qualcuno inizia ad insospettirsi, in molti sostengono che i soldi per le assunzioni esistono solo sulla carta, in modo tale da accontentare, almeno momentaneamente, la Commissione europea. Se questo fosse vero, la questione del riassorbimento sarebbe solo una scusa per prender tempo.

Non è tutto oro cio che luccica. La stagione estiva, per chi la passa a lavorare nelle strutture alberghiere e nel settore turistico, è ben lontana dall’essere quei 4 mesi di svago, relax e sole al mare. Un esercito di circa 50mila giovani (secondo la Repubblica degli Stagisti per l’anno 2013) che si mobilita per “fare la stagione”: guadagnare qualche soldo e fare un’esperienza professionalizzante, tutelati dalla scuola (garante contro lo sfruttamento minorile) ma proiettati in un contesto lavorativo spesso difficile e provante.

Maggio, mese dei Monumenti, del Libro e dell’Expò di Milano. Mese di un vecchio detto che circola tra le aule di scuole e università: “Maggio, studente fatti coraggio”. Tanti gli eventi in programma e tante le scadenze dei bandi e dei concorsi che si trovano sul sito del Miur, degli Uffici Scolastici Regionali e delle associazioni italiane in ambito scuola e educazione. Ultimo SaveTheDate di quest’anno scolastico, non possiamo che lasciarci con un calendario ricco di proposte.

retribuzione insegnanti sottopagati

E’ quanto emerge da una ricerca, commissionata dalla Giunta provinciale dell’Alto Adige, su 5.200 docenti dei 7.400 della provincia trentina. Contraddicendo le fantasie sulla professione, i docenti, in realtà, lavorano circa 1643 ore annue, circa 36 ore a settimana per 45 settimane. Secondo lo studio, i docenti di ruolo lavorano 1.660 ore in un anno, mentre i supplenti 1.580 ore. Coloro che maggiormente svolgono lavoro sommerso sono i docenti delle scuole superiori, con 1.677 ore annue totali. I prof della media lavorano 1.630 ore. Gli uomini lavorano un po’ di più (hanno meno impegni casalinghi), 1.648 ore, le donne 1.639 ore in un anno.

dispersione scolastica

dispersione scolasticaUnica soluzione è la riforma della primaria a 5 anni e obbligo a 18.

Gli ultimissimi numeri sui giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano sono quelli di un “esercito” che si allarga di mese in mese: ormai sono oltre 2 milioni 250 mila, pari al 24%. Il loro numero, ci dice l’Istat, dal 2008 è aumentato “del 21,1% (+391mila giovani)”. È un andamento di cui occorre preoccuparsi. L’incremento annuo già molto sostenuto nel 2009 e nel 2010, ha fatto registrare un consistente aumento nel 2012. Solo Grecia e Bulgaria presentano incidenze maggiori (27,1 e 24,7%) di Neet.

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ITE Terra di lavoro caserta

ITE Terra di lavoro caserta

Nella nostra tredicesima puntata, “La Scuola a Colori” è con l’istituto tecnico economico “Terra di lavoro” di Caserta. La professoressa Enza Rendina è la portavoce, con il collega Marco Lugni, di questa struttura scolastica.

L’ I.T.E, è fra le scuole più antiche della provincia e raccoglie il retaggio storico culturale di una Scuola agraria nata nel Regno delle Due Sicilie. Grazie alla produttività raggiunta nel corso degli anni, l’Istituto offre attualmente diversi indirizzi di
studio e aule speciali per la didattica. L’attività pratica, infatti, svolge una funzione determinante essendo l’ I.T.E un istituto tecnico. Gli alunni hanno la necessità di trasferire le conoscenze teoriche acquisite in classe, negli esercizi di laboratorio.

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