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Oltre alla sconfitta morale subita per la mancata qualificazione ai mondiali di calcio che si svolgeranno in Russia nel 2018,  l’Italia risentirà ricadute negative anche  dal punto di vista economico. Secondo Carraro, ex presidente del Coni, c’è una perdita economica di circa 500-600 milioni di euro diretti, poi,  se ci si riferisce anche dei fondi indiretti la cifra ammonta a più di un miliardo di euro.

Durante l’esperienza da volontario tra le fila delle Brigate di Solidarietà Attiva Terremoto Centro Italia ho avuto modo di conoscere e intervistare diverse persone che si adoperano ogni giorno nell’interesse dei terremotati. Tanti sono ragazzi del posto che dedicano interamente il proprio tempo libero a quello che, più che volontariato, definirei attivismo politico. Abbiamo già parlato di chi sono le Brigate e cosa fanno, adesso proviamo a capire chi sono.

In questi mesi di emergenza le Brigate di Solidarietà Attiva hanno ricevuto centinaia di volontari provenienti da tutta Italia. Non sono richiesti requisiti particolari, ma solo voglia di lavorare e consapevolezza di quello che si sta andando a fare, questo perché come spiegato nei precedenti articoli, le Brigate rifiutano il mero assistenzialismo in favore di una ricostruzione consapevole, prediligendo il modello di organizzazione dal basso. Tra le Brigate si possono incotrare persone che autonomamente hanno deciso di partire e altri provenienti da gruppi organizzati, ma ognuno che arriva sul luogo aiuta in base a quello che sa fare. 

I volontari provenienti dall’area de cratere del terremoto cercano di coordinare tutte le attività e di gestire le forze in campo nel migliore dei modi. Nel piccolo reportage pubblicato da Agoravox Italia sono direttamente i protegonisti a raccontare la loro esperienza, ragazzi come Davide Falcioni, Verusca Citeroni, Gianmarco Faggiani, Francesca Lozzi, Francesco Piobbichi che sono attivi quotidianamente sul cratere. Insieme a loro però, ci sono dei volontari che arrivano da lontano, ma oramai sono diventati di casa, questi macinano chilometri ogni mese “solamente” per rendersi utili. C’è chi arriva dalla Val di Susa come Andrea Mascarino del Movimento No Tav, chi arriva da Bergamo come Giuseppe Locatelli che nel periodo in cui ho visitato Amatrice era responsabile del campo. In tanti arrivano anche da Sud come Gennaro Mallozzi che da Casandrino arriva fino a Gaiole, un piccolo comune in provincia di Macerata dove si occupa della cucina allestita in una scuola e in quel periodo dormiva insieme agli sfollati nella palestra su una brandina.

Di tutte queste storie ho scelto di proporvi quella di Riccardo, operaio disoccupato di Campobasso. Riccardo è arrivato sul cratere pochi giorni dopo la scossa del 24 agosto e da allora continua a fare avanti e indietro da casa con il proprio furgone. Lo stesso furgone che mette a disposizione delle Brigate, macinando chilometri ogni giorno, per consegnare beni alle strutture di accoglienza o direttamente a casa dei terremotati. “Ho la fortuna di avere una famiglia che mi sostiene, la mia compagna mi sostiene e una volta ho portato qui anche mio figlio di 20 anni”. Tutte le altre storie le trovate nel dossier di Agoravox Italia.

 

E’ passato un anno dal rapimento di Giulio Regeni avvenuto il 25 gennaio 2016 in Egitto. Il corpo senza vita del dottorando italiano è stato trovato il 3 febbraio. L’omicidio di Regeni ha alimentato il dibattito polito italiano, incrinando le relazioni con il Cairo per le modalità con cui sono state gestite le indagini.

La versione fornita dall’Egitto non convince il team investigativo inviato dalla procura di Roma, la polizia egiziana arresta una banda di rapinatori specializzata nel fingersi poliziotti per rapinare gli stranieri. Ma il corpo di Giulio è martoriato, le ferite dimostrano che il ragazzo è stato a lungo torturato. Così gli investigatori tornano in Italia con più dubbi di prima, l’Egitto fornirà all’Italia solo documenti inutili, rifiutandosi di fornire tabulati e registrazioni delle telecamere di sicurezza per questione legate alla privacy. Fino a quando non spunta un video di Regeni che parla con un esponente di un sindacato locale, il filmato è girato con una telecamera nascosta e si presume possa essere stato utilizzato per denunciare Regeni alle autorità locali.  La procura di Roma verrà a sapere di un’indagine della polizia che riguardava il rapporto di Giulio con i sindacati, le informazioni acquisite a maggio arriveranno in Italia solo a settembre. Il pm Caiocco vola a Cambridge per incontrare Maha Abdelrahman, supervisore della tesi di dottorato di Regeni, un lavoro impostato proprio sui sindacati con il metodo Par (Paerticipatory action research) che prevede la partecipazione diretta alle attività delle organizzazioni da studiare. Il Pm vuole raccogliere tutte le informazioni acquisite da Giulio nei mesi di ricerca per fare luce sul movente.

La famiglia Regeni è compatta, ha trovato sostegno in tante organizzazioni per i diritti umani con Amnesty International in prima linea, insieme chiedono verità per Giulio. Non vogliono sapere solo chi l’ha ucciso, ma perché il ragazzo è stato torturato brutalmente, cosa volevano sapere da lui?

Solidarietà arriva anche dal ministro all’istruzione Valeria Fedeli: “Giulio non è più con noi da un anno, ma il nostro pensiero è e continuerà a essere rivolto a lui fino a quando non avremo trovato la verità sulla sua morte, fino a quando non avremo accertato le responsabilità in questa vicenda: come hanno detto il Presidente Mattarella e il premier Gentiloni, è questo il nostro impegno. Sono vicina a Paola e Claudio Regeni, privati ingiustamente del figlio, che con coraggio, forza e determinazione lottano perché venga fatta giustizia. Non siete soli”.

Il gruppo del Pd in Commissione Esteri alla Camera ha ricevuto l’appoggio del Miur nella proposta di istituire una borsa di studio intitolata a Giulio, destinata a una studentessa o uno studente Egiziano che vuole frequentare parte degli studi nel nostro Paese.

Maggio, mese dei Monumenti, del Libro e dell’Expò di Milano. Mese di un vecchio detto che circola tra le aule di scuole e università: “Maggio, studente fatti coraggio”. Tanti gli eventi in programma e tante le scadenze dei bandi e dei concorsi che si trovano sul sito del Miur, degli Uffici Scolastici Regionali e delle associazioni italiane in ambito scuola e educazione. Ultimo SaveTheDate di quest’anno scolastico, non possiamo che lasciarci con un calendario ricco di proposte.

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