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Il 13 maggio 1990 allo stadio MAKSIMIR di Zagabria, durante una partita di campionato jugoslavo, scoppiò una guerriglia tra i tifosi della Dinamo Zagabria (Bad Blue Boys) e quelli della Stella Rossa di Belgadro (Delije). Lo scontro tra tifoserie nascondeva ragioni più profonde, la partita di calcio fu solo un pretesto per scatenare una guerra che porterà all’indipendenza di alcune nazioni dalla Jugoslavia,

L’evento che ha caratterizzato quella partita fu che i  due club per anni erano stati ai vertici del campionato jugoslavo e molto spesso si contendevano il titolo, allora la goccia che fece traboccare il vaso fu lo scontro diretto che mise di fronte non solo due tifoserie avversarie, ma due nazioni che volevano diventare Stati indipendenti. Gli scontri tra le due squadre avvennero prima della partita, precisamente alle ore 18:00, I tifosi di Belgrado, isolati nel proprio settore, iniziarono a strappare cartelloni pubblicitari e a inveire contro la tifoseria avversaria con cori da stadio offensivi fino ad arrivare a vere e proprie aggressioni.

Durante gli scontri alcuni giocatori della Dinamo rimasero feriti sul campo, mentre i calciatori della Stella Rossa riuscirono a rifugiarsi negli spogliatoi e a fuggire con un elicottero militare. I giocatori stavano entrando in campo proprio durante gli scontri, la cosa assurda fu che i calciatori della Dinamo, invece di scappare intrapresero un confronto corpo a corpo con la polizia. Le riprese televisive rivelarono che, nel corso degli incidenti, il capitano della Dinamo Zagabria Zvonimir Boban sferrò un calcio a un agente di polizia che stava picchiando un sostenitore della sua squadra: pur venendo preso di mira, fu tratto in salvo da alcuni tifosi e dirigenti della Dinamo. Il gesto ebbe grande risonanza mediatica e costo a Boban una lunga squalifica, ma divenne, allo stesso tempo, per i croati una sorta di eroe nazionale, mentre i serbi lo bollarono come nazionalista.

Da quel momento partì un lungo conflitto che portò la Slovenia e la Croazia a distaccarsi dalla Jugoslavia e diventando degli stati indipendenti. Dieci anni dopo, il 9 ottobre 1999 alla fine della  partita Croazia e Jugoslavia formata da Serbia e Montenegro, per calmare gli animi dei tifosi, che avevano preso parte attiva alla guerra, i due capitani Boban E Stankovic uscirono dal campo mano nella mano.

Francesco Esposito

Guerra 2.0. Dalla Primavera Araba alla più recente guerra dello Stato Islamico, il web si fa portavoce di reclutamento, dichiarazioni di guerra, sommosse popolari, rivoluzioni e controrivoluzioni. Giornalisti stranieri divenuti nemici da estirpare e non più veicoli di messaggi per il mondo intero. Propagande gestite in totale autonomia dal Califfato, secondo tecniche persuasive e multimediali all’avanguardia.

Maggio, mese dei Monumenti, del Libro e dell’Expò di Milano. Mese di un vecchio detto che circola tra le aule di scuole e università: “Maggio, studente fatti coraggio”. Tanti gli eventi in programma e tante le scadenze dei bandi e dei concorsi che si trovano sul sito del Miur, degli Uffici Scolastici Regionali e delle associazioni italiane in ambito scuola e educazione. Ultimo SaveTheDate di quest’anno scolastico, non possiamo che lasciarci con un calendario ricco di proposte.

La chiusura delle scuole è vista dai nostri studenti come un momento di gioia, la liberazione da verifiche e interrogazioni, dal duro lavoro richiesto. Spesso vengono anticipate le vacanze con le “occupazioni natalizie” o con viaggi d’istruzione che premoniscono l’arrivo dell’estate. Troppo spesso le scuole vengono chiuse per contingenze meteo o per le disastrose condizioni in cui riversano gli edifici scolastici italiani. Ma in quei luoghi in cui pervade la guerra, in quel Medio-Oriente in cui i luoghi dell’istruzione vengono chiusi per motivi di sicurezza, sono le madri a organizzare delle scuole “clandestine” per permettere ai loro figli di continuare a crescere e imparare.

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