E’ il 4 febbraio 2004: Mark Zuckerberg, allora diciannovenne, decide di creare una piattaforma social che, inizialmente, era riservata soltanto agli studenti dell’università di Harvard. Successivamente, viene esteso agli studenti di altre scuole della zona di Boston, della Ivy League e della Stanford University. Ben presto, poi, Facebook viene aperto anche agli studenti di tutte le scuole superiori e infine a chi avesse più di 13 anni di età. Da quel momento, è l’inizio di un successo planetario per Mark e per il suo Facebook, ed è l’inizio di una nuova era per la nuova generazione. E Facebook è solo una parte della cocaina micidiale del 21° secolo.

Inizio anni 2000: nascono i primi smartphone. Si parla dei BlackBerry, smartphone con la tastiera capaci di compiere dei calcoli, aprire e consultare allegati e navigare in Internet con un browser mobile (all’epoca caratteristica unica nei dispositivi mobili). Col tempo questi telefonini, il cui obiettivo era di unire la funzionalità di un telefono a quella di un computer, si evolvono sempre di più, continuando il processo di innovazione. Ma è nel 2007 che prende vita l’altra parte della droga di cui andremo a parlare: nasce l’iPhone, prodotto da Apple. E’ rivoluzione. Il genio è Steve Jobs, che con il suo primo iPhone ha dato vita concreta all’idea di smartphone: schermo touch, zoom per le foto e sistema operativo fatto dalla casa produttrice, che è ancora quello di oggi, ovvero iOS. Dopo il suo primo iPhone (il 2g, per internderci, mai uscito in Italia), usciranno altri modelli, e anche altre aziende, come HTC e Samsung, produrranno i loro smartphone, con il sistema operativo Android, sviluppato da Google. Oggi gli smartphone sono arrivati a un livello di intelligenza artificiale impressionante: basti pensare a Siri di Apple, una super tecnologia del comando vocale. E ovviamente, il livello di tecnologia, sia per i social network che per gli smartphone, è destinato ad aumentare.

tree-1574165_960_720

Tutta questa tecnologia e innovazione è positiva, perché permette a tutti noi di entrare in contatto con persone molto lontane in maniera rapidissima, ci permette di conoscere le notizie di tutto il mondo con un solo click e tutta una serie di vantaggi che prima, senza internet e gli smartphone, non si potevano avere a portata di mano (nel vero senso della parola).

Dall’altra parte però, la nuova generazione, che con gli smartphone e i social ci sta crescendo, sta abusando di tutto ciò, tant’è vero che secondo una ricerca indotta dal sito “Skuola.net”, su 8.000 studenti delle scuole secondarie, 1 su 6 passa più di 5 ore sul proprio smartphone: un dato impressionate, visto che si passa più tempo sul proprio telefonino che a scuola. La media delle ore passate su un telefonino non è certamente più di 5 ore per tutti gli adolescenti, ma il numero delle ore è comunque vicino al 5. Tutto ciò porta a maggiore pigrizia e alla voglia di non far niente, quindi si hanno meno risultati da parte dei ragazzi e si ha la tendenza a ingrassare.

Ma come mai i social e gli smartphone si sono impossessati dei ragazzi? Perché sono diventati dipendenti da questa micidiale accoppiata?

Molte sono state le ricerche e le opinioni degli esperti, ma la verità è che il telefonino cellulare, al giorno d’oggi, è diventato per i ragazzi il proprio “io”, sostituendo talvolta la propria identità (magari col profilo social), tant’è vero che sono rarissimi i ragazzi che camminano senza smartphone e non controllano ogni due secondi la propria home di Facebook o accedono a Whatsapp: nel proprio telefono cellulare, infatti, il ragazzo trova un altro mondo, il mondo virtuale, che non si ferma mai ed è sempre in movimento e quindi, usando il proprio telefono, il ragazzo non si sente mai solo, cercando in esso appunto il bisogno dell’altro.

Paradossalmente, prima non si aveva Whatsapp, Facebook o Instagram, si avevano pochi amici, la propria ragazza la si conosceva per strada e non si vedeva l’ora di stare insieme per raccontarsi tutto ciò che era successo durante la giornata o la settimana; oggi invece si hanno contatti con tantissima gente, le ragazze e i ragazzi cercano di conoscere sempre più gente sui social, quando poi, tutto questo è legato soltanto a quel telefonino, il quale li mangia ogni volta che viene acceso. Ma se i ragazzi d’oggi imparerebbero a usare tutta questa tecnologia con più moderazione, tornerebbero a riassaporare le vere emozioni, perché se si ha bisogno davvero di qualcuno, questo qualcuno lo si va a cercare fisicamente, e non virtualmente. Alla fine, la vita è quello che succede mentre si guarda il cellulare.

Michele Santarsiero

 

NESSUN COMMENTO

Rispondi