Mc Donald’s è un brand internazionale, diffuso in tutto il mondo e ampiamente presente anche in Italia. Ogni giorno milioni di persone vanno ad assaporare ogni tipo di menu del fast food più grande al mondo. Diventato famoso grazie ai suoi panini, oggi offre un menu più vari che comprende anche altre specialità come gelati, torte, caffè, addirittura si può fare colazione, oppure ordinare un’insalata.

Il MEC ha origini statunitensi, fu fondato 1937 dai fratelli Dick e Mac McDonald che aprirono ad Arcadia, in California, un chiosco di hot dog. Il primo ristorante, denominato “McDonald’s Bar-B-Q”, verrà aperto nel 1940 a San Bernardino, ancora in California. La svolta nella storia dell’azienda si ebbe nel 1955, quando Ray Kroc, fornitore di frullatori, fondò “McDonald’s Systems, Inc.” (che fu poi ribattezzata “McDonald’s Corporation”) per facilitare la diffusione del franchising ai nuovi ristoranti. Inoltre acquistò il terreno dove sorgeva il ristorante dei fratelli McDonald.

Nel 1955 apre il primo ristorante della compagnia fondata da Kroc a Des Plaines in Illinois. Nel 1967 fu aperto il primo ristorante all’esterno degli Stati Uniti, per la precisione, in Canada, a Richmond, una città della Columbia Britannica. Il 1971 fu l’anno del primo fast food in Europa: nei Paesi Bassi, a Zaandam (città nei pressi di Amsterdam).

Invece, in Italia, la prima sede del fast food più famoso del mondo fu aperto il 15 ottobre 1985 a Bolzano nella centrale piazza Walther von der Vogelweide dove ha chiuso il 4 luglio 1999. Il secondo è stato inaugurato a Roma nei pressi di piazza di Spagna il 20 marzo 1986, nonostante questo, nel ristorante romano una targa annuncia che si tratta del «primo ristorante»: effettivamente già negli anni ’70 la catena, che stava preparando lo sbarco in molti paesi europei, aveva trovato come locale proprio quello qui citato. Una cosa simile accadde in Francia: un ristorante fu aperto nel 1972 a Créteil, cittadina a sud di Parigi, ma secondo l’azienda il primo fu quello di Strasburgo, inaugurato nel 1979, e anche in questo caso una targa lo ricorda, dopo questo grande successo, nel 1995 arriva il servizio automobilistico McDrive, ed il primo aprì proprio nella capitale francese. L’invenzione del Mc Drive rappresentò una grandissima svolta per l’azienda che riuscì a moltiplicare il proprio fatturato.

Nel 2005 McDonald’s Italia introdusse anche una nuova invenzione, per la prima volta uscì il servizio McCafé. La catena possiede oltre 500 ristoranti, impiega direttamente 18.550 lavoratori. Nel 2015 l’azienda concede a Google di “entrare” nei suoi ristoranti con Google Street View, e introduce il servizio al tavolo.

Circa due anni fa, per il grandissimo successo il McDonald’s Italia è stata Official Sponsor di Expo 2015 con un padiglione affacciato sul Decumano, comprendente anche un ristorante e nello stesso anno la società ha introdotto nei propri locali la possibilità di ordinare con gli smart tab dove è anche possibile pagare con bancomat e carte di credito, creando panini personalizzati.

Grazie ad una campagna di marketing volta a dimostrare la genuinità dei propri piatti, Mc Donald’s ha cercato di trasformarsi da fast food occasionale a luogo dove ognuno può consumare il pasto quotidianamente. Questa cosa ha suscitato indignazione in parte del pubblico particolarmente sensibile alla questione alimentare. In particolare Morgan Spurlock, un documentarista statunitense, ha provato a sondare gli effetti dei cibi su se stesso. Per un anno, Spurlock, ha provato a cibarsi  solo con i piatti proposti dalla catena Mc Donald’s portando alla luce le conseguenze che un alimentazione del genere provoca all’organismo di un essere umano.

Spurlock in questa sua avventura  è stato controllato da tre medici: uno generico, un cardiologo, un gastroenterologo, che lo hanno seguito per tutta la durata della prova, registrando i cambiamenti e gli effetti occorsi nel mese dell’esperimento. Tutti e tre i dottori hanno dichiarato che Morgan, prima dell’inizio dell’esperimento, era perfettamente nella media come stato fisico, avvisandolo che l’esperimento avrebbe potuto avere effetti negativi sul suo corpo. Il mese inizia con una colazione in un Mc Donald’s nella sua città natia Manhattan. Le abitudini alimentari di Spurlock durante l’esperimento sono state dettate da precise e severe regole:

  • deve mangiare tre pasti Mc Donald’s al giorno
  • deve assaggiare almeno una volta ogni opzione dei menu McDonald’s
  • non deve acquistare nulla che non sia sul menu
  • deve accettare di prendere il menu Super Size (ovvero quello più grande) se invitato a farlo.

Il secondo giorno Spurlock mangia il suo primo menu taglia Super Size, ed ha il suo primo mal di stomaco. Si presenta un episodio di nausea. Dopo cinque giorni Spurlock ha già preso 5 kg. Non è passato molto che Spurlock si trova già in un inspiegabile stato di depressione e ancora più inspiegabilmente la sua depressione, la letargia ed i mal di testa vengono attenuati solo da un altro pasto McDonald’s. Secondo uno dei tre dottori che lo seguono, Spurlock è diventato “dipendente”.

Infine, attorno al ventesimo giorno, Spurlock avverte dei casi di tachicardia. Un consulto con uno dei tre medici, il dottor Daryl Isaacs, rivela che, secondo le parole testuali del dottore, «il fegato di Spurlock si sta trasformando in patè», e gli chiede di interrompere quello che sta facendo per evitare seri problemi cardiaci, arriva cosi la fine di questa prova con il  trentesimo giorno, raggiungendo il suo obiettivo di essere “supersized” nove volte durante il corso della prova.

Tutti e tre i dottori sono sorpresi dallo stato di deterioramento della salute di Spurlock. L’unico dato che non ha subito grossi stravolgimenti è la massa grassa raggiunta, il 18%, inferiore rispetto alla media statunitense del 22%. Il racconto di Spurlock, dal titolo “Super Size Me”, esce nelle sale cinematografiche nel 2004, e si aggiudicherà l’Oscar come miglior documentario nel 2005.

Francesco Esposito




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