L’hip hop è un movimento culturale, nato ufficialmente l’11 Novembre 1973, in quegli anni il DJ Kool Herc sperimentava nuove tecniche di mixaggio musicale per fare apprezzare agli ascoltatori newyorchesi generi come il raggae, il soul e il funk, e da quel momento la musica si arricchì di numerose influenze, soprattutto africane e caraibiche per dare vita al genere musicale che tutti noi oggi conosciamo. Negli anni ottanta/novanta,  gli aspetti di questa cultura hanno subito una forte esposizione mediatica oltrepassando i confini americani ed espandendosi in tutto il mondo. Il riflesso di questa cultura “urbana” ha generato oggi un imponente fenomeno commerciale e sociale, rivoluzionando il mondo della musica, della danza, dell’abbigliamento e del design.

Attorno agli anni ’90 l’ hip hop cominciò a diventare un fenomeno di grande interesse mediatico cosa che aiutò la sua diffusione oltre i confini americani. L’hip hop, che include sonorità giamaicane, latino americane, si avvale spesso delle tecniche del “rapping” e del “beatboxing”.

L’hip hop non ha portato solo nuovi generi musicali, ma ha sviluppato anche nuovi generi di ballo, l’hip hop recentemente è stato accreditato come danza sportiva dalla IDSF (International Dance Sport Federation).

Il Rap e il Trap sono due ramificazioni musicali dell’Hip-Hop. Il Rap è considerato “musica di strada”, quest’ultimo sta a significare comunicazione, discussione “informale”. Inizialmente il Rap venne utilizzato per la lotta contro il razzismo tra bianchi e neri in America. Il termine però, successivamente, si affermò per definire il nuovo genere musicale che si diffuse nella metà degli anni Settanta a New York. Il Rap moderno iniziò a svilupparsi con il gruppo newyorkese Sugarhill Gang. La metà degli anni Ottanta è considerata età d’oro del Rap il quale solleva problemi di tipo politico, e racconta problematiche sociali. Tra gli anni Ottanta e Novanta il Rap attraversa un periodo in cui la fratellanza, il pacifismo e la fierezza delle proprie origini sono l’elemento fondamentale dei rapper, ma in quel periodo il Rap attraversa anche diversi problemi di “rivalità” tra diverse fazioni “gangsta”. La rivalità più importante che ricordiamo è tra East Cost  e West Cost in cui, i rapper di quel momento cantavano canzoni contro i rapper dell’altra fazione e questo portò alla morte di Tupac Amaru Shakur e Notorious B.I.G, gli artisti più rappresentativi delle due fazioni. Dopo questa grave perdita, le due parti smisero di farsi guerra. Ad oggi il rap si basa su problematiche sociali o della propria vita, e l’esempio più importante è Eminem poiché la maggior parte dei suoi testi parlano appunto di questo.

Il rap riuscì a farsi strada nel mondo della musica italiana nel 1980 grazie ai primi gruppi, quali i Raptus. Ma solo negli anni ’90 i gruppi appartenenti alla scena hip pop iniziano ad incidere i loro primi dischi. All’inizio del nuovo millennio, il rap inizia a conoscere l’uso del dialetto nei testi delle canzoni e il freestyle, contestualmente viene lanciato il programma MTV Spit.

Negli ultimi anni è iniziato a diffondersi un sottogenere del rap, il trap, un genere che vede l’uso di auto-tune e i testi parlano di tematiche molto simili a quelle del gangsta americano. Il trap all’inizio era usata come parola per indicare una “trap house” ovvero appartamenti dove gli spacciatori preparano e vendono sostanze stupefacenti, infatti questo genere parla molto della dipendenza da sostanze stupefacenti. In Europa la trap arriva prima in Francia con i primi album dei rapper francesi. In Italia nel 2013 si iniziano ad affermare i primi rapper che si affacciano sul trap come: Sfera Ebbasta, Rkomi, Izi e produttori come Sick Luke e Charlie Charles.

Lorenzo Calce

Angelo Centomani

Matteo Esposito

Francesco Froncillo

Alessio Pecorella

Cristian Pecorella

I.T.I Leonardo Da Vinci 3°D

 

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