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Gli studenti dell’ITIS “ Leonardo da Vinci” sono  impegnati nella realizzazione del progetto Agente 0011 nell’ambito di  un percorso di alternanza scuola lavoro. L’agenda 2030, ossia gli obiettivi stabiliti dall’Europa, ha lo scopo di rendere le città più inclusive e sostenibili (SDG11) e per un  Italia  più responsabile verso il proprio futuro.

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Domenica 8 marzo 2018 i cittadini italiani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo parlamento. Si vota dalle 7 alle 23, inoltre Lazio e Lombardia saranno chiamati ad eleggere anche il nuovo presidente della Regione e Consigli regionali.

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Il Super Bowl è la finale del campionato della National Football League, la lega professionistica statunitense di football americano, negli Stati Uniti viene considerato come l’incontro che assegna il titolo di campione del mondo di questo sport, si tiene solitamente nell’ultima domenica di gennaio o nella prima di febbraio, e registra abitualmente negli Stati Uniti gli ascolti televisivi più alti in assoluto con 97.448.000 di persone che hanno assistito alla diretta della partita, mentre  allo U.S. Bank Stadium di Minneapolis, in Minnesota si è registrato il tutto esaurito con 67.612 spettatori.

La zona est di Napoli comprende i quartieri che fanno parte della VI Municipalità della città, e con i suoi 138.641 abitanti è la municipalità più popolata:

  • Ponticelli: 54.067
  • San Giovanni a Teduccio: 25.361
  • Barra: 38.183

Nasce come zona industriale della città, dove era situata anche la manifattura tabacchi, questa fabbrica portò numerosi posti di lavoro, che però con il passare degli anni, con la chiusura della di grandi industrie, portarono le zone quasi al degrado.

L’unione europea dopo diversi anni però ha iniziato a stanziare dei fondi per permettere la riqualificazione dei territori.

 

Nella riqualificazione del territorio nella parte est di Napoli, una delle zone che ha usufruito dei fondi stanziati dall’unione europea, avviando all’interno del quartiere la costruzione dell’università Federico II è stato il quartiere di San Giovanni a Teduccio.


Quest’area è stata configurata come il nuovo centro accademico della città di Napoli, ma per permettere ciò è stato necessario compiere l’abbattimento delle barriere architettoniche create dalle ex fabbriche per riaprire il sito al pubblico, diventando un importante nodo di attività urbane per tutti i cittadini della zona.

L’insediamento dell’università ha occupato il suolo dell’ex area Cirio, un consorzio italiano specializzato in particolare nella lavorazione del pomodoro. Quella del quartiere San Giovanni è stata sede nazionale dell’azienda fino agli anni ’90. Da più di 20 anni dal fallimento della Cirio il suolo è stato assegnato all’Università Federico II per la riqualifica del territorio.

Al suo interno ci sono le facoltà di Ingegneria (Polo delle Scienze e delle tecnologie) e di Giurisprudenza (Polo delle Scienze Umane e Sociali), e può contenere all’incirca 18000 studenti (5000 di Ingegneria e 13000 di Giurisprudenza) a cui corrispondono circa 250 docenti.  Il nuovo campus è costituito da un insieme di spazi interni e di spazi esterni in relazione tra loro; le aree esterne offrono una varietà di spazi per differenti attività quali incontrarsi, riposarsi, passeggiare, tenere lezioni o discussioni all’aperto in maniera complementare alle attività che si potranno tenere all’interno degli edifici.

Oggi grazie alle iniziative lanciate dalle istituzioni, la Zona Est sembra aver raggiunto gli stessi livelli di 50 anni fà.

(All’interno del lotto, prima che la Federico II iniziasse le costruzioni, vi era stata costruita dall’azienda CIRIO una ciminiera, che con la riqualificazione dell’area è stato deciso di non demolirla, ma usarla come evacuazione fumi delle centrali termiche).

Gabriele Terrazzano

Il 23 Gennaio, a partire dalle 9:30, a  Piazza Nazionale l’Istituto Leonardo Da Vinci di Napoli, in collaborazione con l’associazione ActionAid, sarà protagonista dell’evento promosso all’interno del progetto ’’Agente 0011: gli studenti delle scuole italiane si attivano sul territorio per città più sostenibili e inclusive (SDG 11)e per un Italia più responsabile verso l’agenda 2030’’.

L’argomento che sta facendo scalpore negli ultimi giorni è legato all’utilizzo dei sacchetti di plastica, divenuti a pagamento nei grandi supermercati e anche in alcuni piccoli negozi. Molti si chiedono perché si devono pagare le buste di plastica dai 3 ai 10 centesimi, quando, nella maggior parte dei casi, sui sacchetti compare il logo dell’attività commerciale.

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